Ciao a tutti!
Nell'articolo precedente ti ho mostrato il primo cambio olio che ho fatto da me ai 1.000 km dalla consegna, con la sostituzione contemporanea dei due filtri olio, quello del motore e quello del DCT. Ora che la manutenzione di fine rodaggio è andata a buon fine, oggi ti racconto le mie impressioni reali su come va l'Honda X-ADV dopo 1.000 km.
(Articolo per ora disponibile solo in giapponese.)
Nel panorama motociclistico di oggi, l'X-ADV è qualcosa di unico: uno scooter adventure senza eguali. È un mezzo pieno di tecnologia all'avanguardia, come il cambio automatico DCT (Dual Clutch Transmission, cioè a doppia frizione) e il comando del gas elettronico «fly-by-wire».
«Rispetto a una moto con cambio manuale, il DCT dà una sensazione strana quando cambia marcia?» «Com'è il comando del gas elettronico e quanto spinge davvero in accelerazione?»
Se anche tu ti fai queste domande e pensi di diventare proprietario di un X-ADV, qui trovi le mie prime impressioni senza filtri, maturate in 1.000 km insieme: il sorprendente cambiamento del DCT (l'effetto «apprendimento»), le dotazioni elettroniche che danno un comfort da automobile e l'unica cosa che mi ha lasciato perplesso, cioè il comportamento dell'acceleratore.
Se stai valutando l'acquisto dell'X-ADV, leggi fino in fondo: ti aiuterà a scegliere la moto giusta senza pentimenti!
Nota: l'X-ADV di cui parlo in questo articolo è la versione per il mercato giapponese. Dotazioni e impostazioni potrebbero non coincidere con quelle della versione europea, quindi verifica le specifiche del tuo modello presso un concessionario Honda.
L'evoluzione del DCT: impara da chi guida? Dopo 1.000 km le cambiate sono tutta un'altra cosa
Il cuore dell'X-ADV è il DCT (Dual Clutch Transmission, il cambio automatico a doppia frizione). Tra i primi giorni dopo la consegna e oggi, a 1.000 km, la mia impressione su questo cambio è cambiata in modo sorprendente.

1. Salita di marcia: all'inizio temevo marce troppo alte, ora è fluida proprio come voglio
Nei primi giorni avevo l'impressione che il DCT salisse di marcia un po' troppo presto, cioè che inserisse marce sempre più alte già a regimi bassi. Mi sembrava di andare sempre con una marcia lunga, trotterellando a bassi giri, tanto che mi ero un po' preoccupato: «Non starò sforzando il motore?»
Oggi invece, con 1.000 km alle spalle, la cambiata arriva con un bel «clac» esattamente nel momento in cui penso «ecco, adesso sali di marcia».
2. Scalata: anche il freno motore in rilascio ora arriva al momento giusto
Anche sul freno motore, all'inizio pensavo: «Quando chiudo il gas, vorrei che scalasse un po' prima, per avere più freno motore». Adesso invece, appena inizio a rallentare, scala «tac, tac» con un tempismo perfetto e il freno motore entra in modo davvero piacevole.
Riflessione: è il DCT che impara o sono io che mi sono abituato?
Non so dire con certezza quale sia il motivo: se il DCT Honda abbia un controllo intelligente che rileva le condizioni di marcia e l'apertura del gas di chi guida (le sue abitudini) per correggere la mappatura delle cambiate, se la moto abbia «imparato» il mio modo di guidare adattandosi a me, oppure se sia stata la mia mano destra ad abituarsi al carattere dell'X-ADV. Quello che so è che oggi, dopo 1.000 km, l'intesa è tale che mi sembra di guidare una moto con cambio manuale seguendo la mia volontà, in totale sintonia: zero stress, al massimo.
Accelerazione travolgente: da un «tu-tu-tu-tum» al limite di velocità, con una spinta quasi magica
In accelerazione l'X-ADV regala un piacere nuovo, diverso da quello delle moto che ho guidato finora.
Quando apri il gas da fermo, la moto parte decisa, accompagnata dalle pulsazioni di scarico secche e piene tipiche del bicilindrico: un «tu-tu-tu-tum», un «bru-bru-brum» con cui senti la trazione sotto di te.
Da lì in poi, grazie alle cambiate rapidissime del DCT, la spinta non si interrompe mai e la velocità sale in modo fluido, come se la moto scivolasse.
Con una normale moto a cambio manuale (MT), in cui tiri la frizione e cambi marcia col piede, clic dopo clic, secondo me nemmeno il pilota più bravo riesce ad accelerare in modo così pulito e senza esitazioni. Basta lasciar fare alla moto e, quando te ne accorgi, sei già al limite di velocità: un'accelerazione estremamente gentile e allo stesso tempo incredibilmente rapida.
Comfort da automobile: luci e strumentazione in automatico, un'elettronica che rende la guida più facile
L'altro volto dell'X-ADV che ho scoperto viaggiando per 1.000 km è un comfort straordinario, come se fossi al volante di un'auto di lusso di ultima generazione.
- Punto di forza 1: i fari automatici, che si accendono rilevando la luminosità esterna
- Punto di forza 2: la strumentazione che passa da sola alla modalità scura quando entri in galleria
Quando da una strada illuminata dal sole entri in una galleria, la moto rileva il buio in un istante. Non si accendono soltanto le luci in automatico: anche il display TFT da 5 pollici passa da solo alla «modalità scura», con lo sfondo nero.
Non c'è il minimo stress visivo e puoi concentrarti al 100% sulla strada davanti a te e sulla guida. Il piacere di «guidare una moto» resta intatto, ma grazie al supporto dell'elettronica ti ritrovi in uno spazio di viaggio rilassato e raffinato, come quando guidi un'auto: è uno dei grandi punti di forza dell'X-ADV.
Attenzione: il gas fly-by-wire (elettronico) è leggerissimo e sulle sconnessioni la moto può dare strattoni
L'X-ADV è un mezzo davvero ben riuscito, ma in 1.000 km ho trovato anche l'unica caratteristica di guida (un punto di attenzione) che vorrei conoscessi prima di comprarlo.

(Il blocchetto dei comandi al manubrio destro, con il comando del gas elettronico fly-by-wire)
L'acceleratore dell'X-ADV usa un comando elettronico «fly-by-wire» (detto anche throttle-by-wire o ride-by-wire), senza cavo meccanico. Non essendoci alcun attrito di trascinamento, la manopola del gas è leggerissima: un vantaggio enorme, perché anche nei lunghi viaggi la mano destra non si stanca per niente.
Il rovescio della medaglia è che, proprio perché il gas è così leggero, c'è un punto debole.
Quando passi su una sconnessione della strada, il colpo che arriva dall'asfalto può farti muovere leggermente su e giù il corpo e la mano destra. Il gas è così leggero che raccoglie con sensibilità anche questi movimenti involontari: la manopola finisce per aprirsi e chiudersi di pochi millimetri, a ripetizione, e la moto può beccheggiare avanti e indietro con piccoli strattoni.
L'X-ADV ha un baricentro basso ed è molto stabile, tanto che non ondeggia nemmeno a bassa velocità: proprio perché la ciclistica è così valida, vale la pena fare un piccolo accorgimento. Sui fondi dissestati, se tieni la manopola destra con un po' più di delicatezza del solito e cerchi di mantenere costante l'apertura del gas, riesci a ridurre questi strattoni.
Prossimamente: la magia dell'appoggio a terra per un proprietario di 167 cm con le gambe corte e il mio piano per migliorare le sospensioni
In questa prima puntata della mia prova dell'X-ADV dopo 1.000 km mi sono concentrato su motore, DCT ed elettronica.
L'X-ADV unisce il piacere di guida di una moto al comfort di un'auto, ma in realtà anche su maneggevolezza e appoggio a terra e sulle sospensioni ho fatto scoperte sorprendenti, così tante che non ci stanno qui, e ho già in mente diverse modifiche.
- Prossimo tema 1: perché io, alto 167 cm e con le gambe corte, posso dire con sicurezza che l'X-ADV è il mezzo che mi dà meno ansia nell'appoggio a terra rispetto alle adventure che ho guidato finora (come la G650GS e la Transalp)? (Il segreto dei freni entrambi a leva, a destra e a sinistra, e del baricentro basso)
- Prossimo tema 2: l'unico difetto. Il posteriore rigido che scarica ogni buca sulla schiena: come intervenire (anteprima del mio piano per ingrassare il leveraggio posteriore)
Anche la prossima volta ti porto tante informazioni reali, da proprietario.
(Articolo per ora disponibile solo in giapponese.)
Alla prossima, e buona vita in sella!